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Una generazione si ammazza sulle stradeMi ha colpito come un pugno nello stomaco l'articolo di Severgnini sul Corriere del 14 u.s., sulla tragedia che si consuma sulle strade italiane. “Negli incidenti post-discoteca, muoiono seicento ragazzi italiani e migliaia rimangono feriti, ogni anno.
Per i giovani, le strade come una guerra
E' una guerra sotto falso nome. Nemmeno il Medio Oriente produce tante vittime.” “Una generazione si ammazza la notte sulle strade mentre un'altra, quella dei genitori, si consuma d'ansia aspettando sino all'alba”.
Mi ha anche colpito la sua (giusta) considerazione secondo cui di questa tragedia si parla solo quando capita qualcosa di pazzesco, poi tutto ritorna come prima.
La realtà è che si fa poco o niente per evitare queste stragi. Perché?
Forse nessuno ama prendersi la responsabilità di andare controcorrente o di toccare gli interessi che girano intorno al mondo della notte. La moda degli orari prolungati, il rito del vagabondaggio da un locale all'altro sembrano fatta apposta per favorire questi interessi e aumentare, per i giovani, la pericolosità della notte.
Cosa fare?
Mi domando quali possono essere dei provvedimenti efficaci
Molti dicono “l'educazione”. D'accordo, ma non basta, perché anche chi agisce bene può essere travolto da chi “va fuori di testa”, da chi si comporta come un animale, e ce ne sono tanti.
Bisogna dunque trovare qualche altro rimedio pratico e concreto, delle regole precise .
Per esempio, limitare l'orario dei locali, facendoli chiudere alle tre, senza eccezioni.
Serve? Non serve? Proviamo! Le statistiche dicono che la maggior parte degli incidenti gravi avviene al mattino, per stanchezza e per sonnolenza.
Più controlli della polizia. Si fanno questi controlli? Si usa il “palloncino” per vedere se uno è “pieno di alcool”?
Sarebbe interessante sapere quante auto sono state fermate, se questo tipo di controllo è stato effettuato, che esito ha dato e i provvedimenti presi.
Queste sono le prime due cose che a buon senso mi vengono in mente, ma sono certo che approfondendo qualche altro rimedio si potrebbe trovare.
Troppi sono i ragazzi che muoiono sulle strade, ognuno di noi ha qualche amico, qualche parente, qualche conoscente che ha perso un figlio, un nipote, un giovane amico in un incidente stradale, ed è terribile!
Una legge per la vita
Come parlamentare e come cittadino, sento il dovere di fare qualche cosa per affrontare questo problema, che riguarda anche questa nostra piccola realtà astigiana, che in proporzione, purtroppo, paga un tributo altissimo di dolore e di sangue.
Per il ruolo che svolgo l'iniziativa più coerente e corretta è quella di presentare una proposta di legge. Vorrei farla collegandomi a quei parlamentari che hanno già preso iniziative in materia ma soprattutto vorrei avere indicazioni e suggerimenti da parte dei miei concittadini.
Spero che fra di essi ci siano anche molti giovani. Loro sanno come vanno queste cose e sicuramente hanno qualche buon consiglio da darmi.