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Settembre astigianoA parte “l'invasione ” degli stalli blu che quest'anno sta facendo arrabbiare molti astigiani , settembre rimane la vetrina migliore per esporre le nostre cose più pregiate. Il Palio ( che secondo molti sta perdendo smalto, non certo per colpa dei comitati e dei borghi), le Sagre, la Douja, le tante manifestazioni dei nostri paesi rendono questo periodo particolarmente piacevole.
Settembre è però anche un momento importante per compiere valutazioni di ordine economico, per fare consuntivi e impostare programmi.
Situazione non brillante
L'economia locale ristagna, l'industria perde colpi, il piccolo commercio è in crisi, le prospettive di lavoro per i giovani sono scarse e questo provoca un abbassamento di tensione e di fiducia. Non per niente Asti si trova in coda nelle classifiche che misurano lo sviluppo e la qualità della vita.
Per tornare a crescere occorre una svolta.
Nonostante le difficoltà penso che sia possibile risalire la china e tornare ai livelli dei n ostri momenti migliori come quando, negli anni '90, Asti raggiunse i primi posti in Italia per la qualità della vita e l' efficienza dei servizi.
Serve un “grande progetto” su cui coalizzare tutte le forze del nostro territorio: le terre del vino di Asti, Alba, Ovada Casale, Acqui, ecc. che hanno in comune le stesse caratteristiche e gli stessi interessi: oltre un milione di abitanti. Una realtà capace di farsi sentire a livello regionale e nazionale e in grado di attirare grandi investimenti. Da tempo sto lavorando a questo progetto, che presenterò ad ottobre, e preparando la conseguente proposta di legge.
Spero in questo nella collaborazione delle istituzioni locali.
Qual è il ruolo di Asti in questo progetto e quali i vantaggi
Asti può diventare il motore di questa iniziativa. I vantaggi sono evidenti : portare a casa ( oltre agli 800 miliardi già ottenuti in questi anni) tutti i finanziamenti necessari per realizzare le grandi opere e le iniziative di cui l'Astigiano ha bisogno per rilanciare la propria economia