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Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

15 Febbraio 2005
Sentenze ed emozioni

Le sentenze sul presunto terrorista islamico e quella sul tentato rapimento di un bambino, che hanno mandato liberi i responsabili, hanno suscitato feroci critiche verso i giudici. Alcune di esse secondo me sono non solo giustificate , ma addirittura doverose.

Libertà di critica
Qualunque sentenza dev' essere accettata ma anche liberamente criticabile. E qui c'erano tutti i motivi per farlo. Il giudice che reagisce minacciando denunce a destra e a manca, a mio giudizio fa una cosa sbagliata ( salvo quando siano accuse infamanti sul piano personale). In Italia i giudici godono già di una assoluta protezione da parte della legge.

Però c'è critica e critica
Ribadito che nel caso specifico forse quei giudici non hanno applicato bene la legge, non condivido però chi li ha criticati accusandoli di non essere stati sensibili al sentimento popolare che invocava condanne esemplari. Attenzione: una cosa fondamentali che un giudice non deve fare è cedere alle emozioni o alle pressioni della massa, sarebbe la fine del diritto. Il giudice deve esclusivamente applicare le leggi senza forzarle e senza farsi condizionare.

La funzione del parlamento
Se la legge è inadeguata, troppo dura o troppo molle, è il Parlamento che ha il dovere di cambiarla. Infatti il parlamento rappresenta i cittadini e proprio per questa sua funzione quando una legge è inadeguata o ambigua deve modificarla ed adattarla tenendo conto delle preoccupazione dei cittadini e dell'interesse di tutti.

Gesù e Barabba

Seguire i sentimenti della moltitudine o le emozioni della folla, ha sempre portato a tragiche conseguenze. Pensiamo ai “ tribunali del popolo” di ogni epoca e di ogni dittatura. Anche Ponzio Pilato quando dovette giudicare tra Gesù e Barabba fece questo fatale errore rivolgendosi alla folla che condannò Gesù e liberò Barabba.