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Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

La nuova scuola

La settimana scorsa ho partecipato con i presidenti delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato ad un incontro col Ministro Letizia Moratti per un esame in anteprima della riforma della scuola.

Come cambierà la scuola italiana
Ad un attento esame, questo progetto si presenta come un insieme di innovazione e di restaurazione (nel suo significato positivo, cioè di ripristino di valori fondamentali). Innovativo perché introduce percorsi e programmi più aderenti alle esigenze dell'attuale società . in quest'ottica va letta la riorganizzazione della scuola in tre grandi filoni : licei ( classico, scientifico, tecnologico... con un naturale sbocco all'Università); scuole professionali per conseguire subito “qualifiche di professionalità” in base alla durata degli studi ( da due a cinque anni) e scuola e lavoro , che permette di integrare l'attività scolastica vera e propria con esperienze di apprendimento nelle aziende ( nulla a che fare con l'apprendistato). E' importante a questo punto dire che con adeguate verifiche sarà sempre possibile passare da un filone all'altro e accedere all'università, secondo il principio che non bisogna mai togliere a nessuno la possibilità di cambiare o puntare più in alto; tutto deve solo dipendere dall'impegno e dalle capacità del singolo. Un'altra innovazione riguarda la possibilità di iscrivere i bambini alla scuola materna un po' prima dei tre anni e alle elementari prima dei sei. Il tutto “volontariamente” nel rispetto dei desideri delle famiglie e delle inclinazioni dei bambini. Su quest'ultimo aspetto ci sono delle critiche che non mi sembrano fondate e che dovranno essere superate.

Buon senso e concretezza
Ma l'aspetto per me più importante e positivo del progetto è la filosofia che lo ispira , il suo carattere concreto e antidemagogico. Voglio dire che le linee guida della riforma sono improntate al buon senso ( merce sempre rara) e al rispetto dei veri protagonisti : le famiglie , gli alunni e gli insegnanti. Incomincio dagli insegnanti: non più burocrati schiacciati dalle scartoffie; viene nuovamente riconosciuta la particolarità ( e dignità ) della funzione docente. Per le famiglie libertà di scelta , a parità di condizioni, fra scuola e scuola. E infine agli studenti viene data la possibilità di seguire il percorso e il tipo di studi più adatto alle proprie capacità e inclinazioni . Lo Stato fissa i parametri di qualità che devono essere osservati da tutte le scuole, statali e non statali, pubbliche e private in modo che la scelta sia ampia e veramente libera.
Naturalmente queste sono le positive premesse di un processo che è appena all'inizio e sulla cui strada non mancheranno le difficoltà.

Innovazione e tradizione
Per concludere, l'obiettivo della riforma potrebbe essere riassunto così: avere una scuola che sappia difendere e valorizzare le nostre tradizioni culturali , ma che nello stesso tempo sia capace di aprirsi all'innovazione per capire , senza subirle acriticamente , le realtà “ nuove e diverse” con cui sempre di più dobbiamo confrontarci.