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Una legge da migliorareLa legge sulla procreazione assistita, da pochi mesi varata dal Parlamento, ha suscitato qualche perplessità e molte polemiche. Infatti c'è già agli atti del Senato una proposta di modifica di alcuni punti tra i più discussi e criticati. Sono anch'io d'accordo e prenderò l'iniziativa alla Camera. C'è da dire che aver approvato una legge su una materia così delicata è comunque un fatto positivo perché si è messo fine ad un vuoto e ad una giungla interpretativa che poteva dar luogo a degenerazioni di vario genere. Indubbiamente nella legge attuale ci sono dei punti eccessivamente restrittivi e lesivi delle libertà individuali.
I punti da cambiare
Ritengo che i punti da rivedere siano essenzialmente due.
Primo: dare la possibilità alle coppie che decidono di ricorrere a questa forma di procreazione ( perché non possono aver figli) di poter fare l'analisi pre - impianto degli embrioni per escludere malattie genetiche che comprometterebbero la salute e la vita del nascituro.
Rispetto per la donna e la famiglia
E' assurdo obbligare una famiglia ad andare incontro ad un destino drammatico.
Secondo: la legge limita a tre il numero degli embrioni da impiantare; ora tale numero è giudicato dai medici troppo restrittivo perché non consente un risultato positivo in molti casi, obbligando così la donna a sottoporsi ad un nuovo iter di cure con sofferenze e disagi immaginabili.
Perché tre embrioni e non quattro o sei, ecc. In questo modo si riduce il peso morale a un fatto di numeri e ciò è piuttosto ipocrita. I critici più risoluti di questa legge hanno promosso un referedum abrogativo. Penso che sarebbe un errore eliminare questa legge che ha comunque molte parti positive.