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Il partito nuovoE' sotto gli occhi di tutti che il sistema politico attuale sembra riprodurre molti dei difetti dei vecchi partiti nella loro ultima stagione di vita, quando furono travolti sia dalla bufera giudiziaria che dal discredito popolare. Quindi l'idea maturata nel centro destra di lanciare non un “nuovo” partito – ce ne sono già troppi - , ma un “partito nuovo ed unificante” risponde ad una obiettiva necessità. Lo stesso discorso dovrebbe valere anche per il Centrosinistra e come cittadini dovremmo augurarci che in entrambi i Poli si realizzi un grande rinnovamento di uomini e di metodi.
Il “partito nuovo” dei moderati e riformisti
Quali dovranno essere i requisiti di questo “partito nuovo”? la semplificazione, la democrazia interna, il peso maggiore dei cittadini rispetto agli apparati. Questo è fondamentale perché la gente torni ad occuparsi di politica, altrimenti la politica resta nelle mani di piccole oligarchie, delle lobby che difendono il loro fortino e i loro interessi avulsi dal mondo reale.
A dieci anni dall'inizio di quella che viene definita la seconda repubblica, Berlusconi ha lanciato questa nuova sfida al proprio interno, ma che sarebbe utile se venisse adottata anche nel campo opposto, dove la confusione regna sovrana.
Una nuova Costituzione
Sono sempre più convinto che la riforma della Costituzione che abbiamo approvato e che sottoporremo a referendum è la risposta giusta alle nuove esigenze di efficienza e di autentica democrazia perché farà contare di più la volontà della gente e meno gli apparati di partito.
Mi stupisce che tante persone intelligenti e preparate, che in altri momenti hanno sostenuto queste stesse cose, si rifiutano di riconoscere la bontà e la necessità di queste riforme solo perché le sostiene Berlusconi. Sono riforme che porteranno l'Italia più vicina alle grandi democrazie occidentali e non certo verso derive autoritarie come qualcuno sostiene con evidente malafede.