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Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

1 Febbraio 2005
Europa ed europei

Verso gli Stati Uniti d'Europa ?
Martedì scorso con un voto a larga maggioranza la Camera dei Deputati ha approvato il Trattato che adotta la Costituzione per l'Europa. Con tale atto l'Italia si pone in continuità ideale e politica con l'opera iniziata oltre mezzo secolo da governanti che seppero guardare molto lontano. Essi, finita la guerra, avevano capito che per una effettiva pacificazione e per aprire la strada alla rinascita economica occorreva superare i nazionalismi e le divisioni che erano state alla base della catastrofe. Allora, - siamo negli anni cinquanta - un'Europa divisa, povera e lacerata, cercava faticosamente di imboccare la strada della riconciliazione e della ricostruzione. Oggi, un'Europa moderna e democratica, economicamente forte, ha messo un altro decisivo mattone nella costruzione degli “Stati Uniti d'Europa”.

L'Europa che vogliamo
Si tratta di un fatto decisamente positivo che, tuttavia non deve far dimenticare i problemi che ancora esistono. E sono molti. Fra questi l'eccessiva burocratizzazione e l'ancora troppo scarsa incisività delle istituzioni sopranazionali, che in pratica si traduce in un deficit di democrazia.
L'Europa che vogliamo, infatti, - non deve essere solo un agglomerato di Stati, di economie, di burocrazie, di monete , ma una unione di popoli liberi con principi condivisi, aspirazioni comuni. Un popolo unito ma rispettoso delle radici e delle tradizioni di ciascuno.

Fatta l'Europa , occorre fare gli europei
Possiamo quindi dire che con l'approvazione di questo Trattato l'Europa è legalmente una realtà compiuta, ma parafrasando il governante piemontese, Massimo d'Azelio, otre un secolo fa, che a proposito del nostro Paese disse “ Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani” , noi possiamo ben dire che fatta l'Europa, occorre fare gli europei.