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Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

Donne e veli

La polemica sul velo delle donne islamiche da dibattito culturale è purtroppo diventata tragedia con la richiesta dei terroristi che hanno preso in ostaggio i due reporter francesi. Infatti per liberarli hanno chiesto alla Francia di annullare la legge che vieta alle donne islamiche di indossare il velo per esempio nelle scuole o per le foto dei documenti. L'assurdità della richiesta dei terroristi che pretendono di cambiare le leggi di uno Stato con la minaccia della vita di ostaggi è evidente. Sull'aspetto culturale, invece, faccio alcune considerazioni.

Anche in Italia in passato…
Chi è un po' avanti negli anni ricorda che le nostre nonne o mamme usavano spesso il velo o il foulard. Era assolutamente obbligatorio per le funzioni religiose. In campagna poi le donne lo indossavano regolarmente per proteggersi dal caldo o dal freddo, non solo nei campi, ma praticamente per tutte le incombenze della giornata. Era certo una forma di pudore, o imposta dalla religione o accettata per tradizione e costume. Ricordo che fino agli anni sessanta una donna che entrasse in chiesa senza velo, magari perché se ne era dimenticata, e non certo per provocazione, poteva essere ripresa pubblicamente dal prete durante la predica con sua grande vergogna. Con il sessantotto le donne si sono liberate anche di questo simbolo di sottomissione. Tutti questi tabù di cui le donne occidentali si sono liberate rimangono per le donne mussulmane e per le società più arretrate. Ci vorrebbe anche per loro un sessantotto, ma al momento ciò è assolutamente impensabile a causa del fanatismo.

Il fanatismo è il male peggiore
Quello stesso fanatismo criminale che ha condotto al rapimento delle due ragazze italiane che erano in Iraq solo per fare del bene. Qui non è più solo questione di velo. L'estremismo politico o religioso è stato e continua ad essere un male assoluto per tutte le epoche e in tutte la società.