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La Nuova CostituzioneLa settimana scorsa alla Camera è stata approvata la nuova Costituzione, o meglio le modifiche della Parte Seconda, quelle che riguardano l'organizzazione dello Stato. Come sapete, trattandosi di Costituzione le modifiche dovranno essere ridiscusse e riapprovate una seconda volta sia dalla Camera che dal Senato e poi potranno ulteriormente essere sottoposte a referendum popolare. Questo perché ogni cambiamento della Costituzione deve essere attuato con le massime garanzie.
Nonostante ciò stiamo assistendo a una ridda di attacchi e di forsennate polemiche contro la riforma da parte della sinistra e dei suoi sostenitori accademici che fino a qualche tempo fa sostenevano le stesse cose nella famosa “bicamerale” guidata da D'Alema . Sembra strano, ma è così. La materia è complessa. Mi limiterò a toccare due punti su cui ho sentito molte inesattezze.
I poteri del Primo Ministro
Il premierato forte, ovvero troppo potere al primo ministro? Certamente ne avrà più di quanti ne ha adesso perché adesso ne ha veramente pochi. Invece , domani, chiunque sarà primo ministro potrà nominare e cambiare i ministri e nel caso non riesca ad attuare il programma sul quale gli elettori hanno votato può ottenere lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni. Se però la maggioranza del Parlamento entro dieci giorni riesce a trovare un nuovo primo ministro non si va più alle elezioni, si dà vita a un nuovo governo e si manda invece a casa solo il primo ministro che ha aperto la crisi. Come si vede con questo sistema si creano dei contrappesi per evitare colpi di testa e lo strapotere di chiunque e così si garantisce la governabilità.
Mai più ribaltoni.
Un altro aspetto positivo della riforma è che non si potranno formare nuove maggioranze o governi, frutto di tradimento o di accordi sottobanco, diversi da quelli scelti direttamente dagli elettori. L'elettore rimarrà perciò l'unico arbitro della situazione , nel senso che il suo voto non potrà essere strumentalizzato dai partiti e utilizzato per formare un governo magari di segno opposto a quello da lui scelto al momento del voto. Questa è democrazie e rispetto dei cittadini.
Quelli che criticano o hanno paura di questo nuovo meccanismo devono pensare che il nuovo Primo ministro italiano , chiunque sarà, avrà neanche la metà dei poteri del Primo ministro britannico, tanto per citare una nazione campione di democrazia.