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Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

A colpi di piccone

In città lavori se ne fanno , molti però si chiedono se tutti siano davvero necessari e qualcuno  non sia addirittura controproducente.

Piazzale della Stazione: piante Kaput
Piazza Marconi è stata messa sottosopra. A guardare quello che sta accadendo c’è da avere dei seri dubbi:c’erano delle belle piante imponenti che con le due  maestose magnolie centrali conferivano  alla piazza un certo stile. Certo avevano bisogno di cure , pulizia e  potature , di cui purtroppo  in questi anni non si è vista traccia, ma non meritavano di essere così brutalmente sradicate, nel silenzio generale delle associazioni ambientaliste e affini. Come cambiano i tempi! Ricordo che quando dovemmo abbattere una vecchia pianta per ampliare la biblioteca  comunale ( dopo averne piantate ben dieci mila comprese quelle della stazione), gli ambientalisti astigiani  che oggi stanno in silenzio, allora si stracciarono le vesti.
Per quanto riguarda i lavori di sistemazione della piazza,  molti dicono che bastava bene  le due classiche fontane e rimettere in quadro  la pavimentazione esistente.

Due fontane  e un “coso”
Ora la nuova impostazione e quella strana fontana ( che qualcuno ha irriverentemente soprannominato il “bidet “) rischiano di impedire la piena  fruibilità del piazzale, a meno che si voglia fare una bella doccia ogni volta che si attraversa. Comunque c’è da augurarsi che l’amministrazione comunale abbia fatto bene i suoi calcoli e che si tratti di preoccupazioni e dubbi che potranno essere fugati ad opera finita.

Esempi discutibili
Taluni esempi tuttavia fanno temere che certi timori siano realistici,  come in corso Torino dove,  fra le altre cose ,  le carreggiate miste: porfido - asfalto, costituiscono una soluzione  quanto mai discutibile. Lo stesso dicasi per l’ineffabile  trovata della pista ciclabile e per le soluzioni viabilistiche adottate nel centro cittadino  su cui si sono già spese fin troppe parole. Detto questo, è certamente  più facile criticare che fare e dobbiamo partire dal presupposto che ogni amministrazione cerca di fare le cose per il meglio anche se purtroppo non sempre le ciambelle riescono col buco.