On. Giorgio Galvagno - sito personale: Vai al contenuto della pagina

Ti trovi qui:

Argomenti
Enolandia - Terre da Vino

Punto di vista, la rubrica su "La Nuova Provincia" di Asti

La caduta del muro

Il 9 novembre  scorso si è celebrata a Roma la giornata in ricordo della caduta del muro di Berlino ( 1989). Il Parlamento italiano ha voluto istituire “la festa della libertà”  proprio nel giorno che ricorda questo straordinario evento.  Infatti  il muro di Berlino ha rappresentato  in modo molto tangibile la divisione del mondo tra democrazia e totalitarismo, impersonato nella maniera più violenta e sanguinosa dal comunismo sovietico: 70 anni di orrori, di silenzi, di menzogne , di connivenze e di ipocrisie.

Al di là del Muro: 100 milioni di morti
Questo muro ha segnato per tanti anni il confine visibile tra libertà e oppressione. I tentativi di fuga con centinaia di vittime, infatti,  sono sempre avvenuti in una sola   direzione, dall’ Est verso l’Ovest e mai al contrario.Ma i morti del “muro” sono ben pochi rispetto ai milioni di vittime  immolate al di là di esso,  nell’Unione Sovietica e negli altri stati comunisti. Si tratta di circa 100 milioni di morti fra cui non mancarono anche degli  italiani . Erano andati in Russia per cercare il paradiso e trovarono l’inferno.

Gulag: lager sovietici
Ogni volta che pensiamo all’orrore dei campi di sterminio ci viene in mente Hitler e i 10 milioni di morti dei lager nazisti, mentre parliamo ancora troppo poco di Stalin e dei 20 milioni di morti dei gulag sovietici. Questa ricorrenza deve quindi  servire  proprio per  ricordare che cosa è stato il regime comunista,   osannato, difeso e portato ad esempio dai comunisti nostrani che solo dopo il crollo del muro di Berlino  non hanno più avuto il coraggio di difendere l’indifendibile.

Una ricorrenza da valorizzare
D’ora in avanti questo giorno sarà celebrato ogni anno.  Dobbiamo augurarci che diventi una manifestazione  contro tutti i totalitarismi,  di destra e di sinistra e di ogni tipo. Purtroppo  lo sciopero dei giornalisti ha privato questa prima edizione dell’attenzione che avrebbe meritato. Comunque il seme è gettato.