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La Festa del 25 aprileUna festa tradita
Il 25 aprile nelle speranze e nel cuore degli italiani avrebbe dovuto essere un giorno di gioia e di festa, in ricordo della fine della guerra civile e della vittoria contro il nazifascismo, l'aprirsi di una nuova stagione di pace e di serenità. Purtroppo in molte parti del Paese e nella nostra stessa città non è stato così. C'è chi a tutti i costi ha voluto strumentalizzare questo giorno a fini di partito attraverso atti di intolleranza e di scherno nei confronti dei propri avversari.
Asti, una festa tradita
Mi spiace che ad Asti i soliti noti non abbiano perso l'occasione per strumentalizzare questa solenne ricorrenza, dimostrando ancora una volta che non ci si può aspettare granché di buono da gente abituata ad insultare gli avversari.
Confesso che mi è dispiaciuto non essere presente. Non l'ho fatto per dare ragione a chi voleva impedirmi di parlare ma per evitare che una cerimonia così importante venisse oltraggiata dalla polemica politica. Non è bastato.
Ho visto che anche verso il nostro Sindaco, una parte della piazza si è comportata male, ma lui ha reagito impartendo una lezione di dignità e di democrazia (bravo Florio).
Lacrime di coccodrillo e silenzi meschini
Dopo un comportamento così indecoroso e poco civile, alcuni esponenti politici tentano ora, ipocritamente, di prendere le distanze. Troppo comodo. Non va bene lanciare la pietra e nascondere la mano. Stupisce anche il silenzio dei cosiddetti “moderati” del centrosinistra che non hanno finora sentito il bisogno (o avuto il coraggio) di prendere le distanze da questo cattivo modo di fare.
Tre belle manifestazioni
Per fortuna non dappertutto è stato così
Insieme a tanti Sindaci della nostra provincia (approfitto per ringraziare sentitamente quelli dei comuni dove non sono potuto andare) ho potuto presenziare a tre belle manifestazioni in un clima di amicizia e di sincera partecipazione. Come per esempio Cisterna, Bottigliera e Castelnuovo Don Bosco. I bambini delle scuole hanno letto le ultime parole scritte alle famiglie dai condannati a morte, che hanno commosso molti di noi, le bande musicali hanno suonato l'inno nazionale e alcune belle canzoni partigiane, la gente si è stretta intorno ai propri sindaci e amministratori, fra cui il Presidente della Provincia, che ha tenuto una bella orazione, ai propri parlamentari ed esponenti del governo come l'On. Maria Teresa Armosino, condividendo con loro lo spirito della manifestazione.