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Egregi segretari,
mi riferisco alle reciproche prese di posizione apparse sulla stampa a proposito di alcuni incontri svoltisi nelle scuole astigiane sul tema della “Costituzione” e della sua riforma.
Mi permetto di scrivervi questa lettera e di chiedervi cortesemente un incontro perché non capisco la vostra reazione - spinta fino all'insulto - alle osservazioni da me sollevate sul problema riguardante un corretto rapporto di informazione fra scuola e società. Nessuno ha rivolto delle critiche a voi come sindacato . Voi la pensate in un certo modo , e va bene, avete invitato dei relatori di una certa tendenza politico-culturale, dimostratisi ostili a questo tipo di riforma e alla maggioranza parlamentare che la sostiene, e va bene; nulla da dire anche sul fatto che i relatori parlino male delle proposte del governo; è legittimo farlo e ho persino detto che l'iniziativa del sindacato è lodevole. Ho solo aggiunto l'osservazione secondo cui quando si portano degli “esterni” a parlare a degli studenti , dentro una scuola e in orario scolastico, occorre farlo in modo che essi possano ascoltare una pluralità di opinioni, specie quando la materia è delicata e controversa. Vi sembra sbagliato? Stesso discorso per l'iniziativa del sen. Scalfaro. Se viene a fare un convegno pubblico, niente da dire. Se invece gli viene confezionato un incontro coi ragazzi della scuole ( magari obbligati a partecipare) è un altro paio di maniche. Cosa c'è di strano nel chiedere il rispetto di alcune regole elementari? Ecco perché non capisco la vostra censura. Dovreste essere i primi a preoccuparvi di quest'esigenza. Io me ne preoccupo, tanto è vero che sono pronto a sostenere , purchè me ne si dia la possibilità, qualunque incontro o e dibattito nelle scuole su temi tipo “ riforma della costituzione” , “riforma della scuola” , “ riforma della giustizia” , eccetera. Io ci sto e voi?.
Credo comunque che, al di la di tutto, sia importante mantenere aperto il dialogo e sono quindi a chiedervi cortesemente un incontro per chiarire questa spiacevole e involontaria incomprensione.
Cordialmente.