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Comunicato stampa dell'On. Giorgio Galvagno

Referendum sulla procreazione assistita. L'on. Galvagno: Questo referendum non deve diventare materia di scontro politico. E' un problema di coscienza dove l'appartenenza politica dovrebbe rimanere fuori lasciando posto ad una libera scelta individuale. Ma per scegliere bisogna andare a votare . Quindi partecipare al referendum e poi votare secondo coscienza.
Asti, 3 Maggio 2005

Fra qualche settimana, il 12 giugno, saremo chiamati a pronunciarci per il Si o per il No in un referendum sulla fecondazione assistita. Votando NO le cose rimarranno come prevede l'attuale legge . Votando SI, la legge viene abrogata e il parlamento dovrà farne una nuova.

Una legge da migliorare
La legge attuale è stata indubbiamente un passo avanti rispetto alla totale mancanza di regole di prima , ma io stesso che pure l'ho votata, ritenevo che andasse modificata per renderla più adeguata alle esigenze della società. Questa possibilità però è saltata perché nel frattempo sono state raccolte le firme per indire il referendum.

Problema di coscienza
Questo referendum non deve diventare materia di scontro politico. E' un problema di coscienza dove l'appartenenza politica dovrebbe rimanere fuori lasciando posto ad una libera scelta individuale

E' meglio andare a votare
A questo punto a decidere saranno i cittadini. E qui c'è il primo problema : andare o no a votare? C'è una parte, soprattutto molti cattolici, che invitano a disertare il voto. Personalmente ritengo invece che occorra andare a votare perché votare è un dovere, oltreché un diritto. Ognuno poi farà la scelta che ritiene più giusta . Per concludere , ognuno voti secondo la propria coscienza tenendo conto che in ogni caso il Parlamento dovrà tornare ad occuparsi di questo problema perché in una materia delicata come questa occorre avere regole e limiti ben precisi per il rispetto dei valori fondamentali su cui si fonda la nostra società.