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Comunicato stampa dell'On. Giorgio Galvagno

Ospedale, speranze tradite

Asti, 7 Febbraio 2006


Continuo a incontrare persone che si  lamentano   per come vanno le cose nel nuovo  ospedale.  Le segnalazioni non riguardano  la qualità delle cure e la competenza  di medici e infermieri, che anzi viene  generalmente molto apprezzata,  ma  l’organizzazione del pronto soccorso e dei ricoveri.

Pronto soccorso
Come avevo già evidenziato nei mesi scorsi,  il pronto soccorso continua ad essere una specie di parcheggio che si  protrae in alcuni casi oltre ogni limite ragionevole, tenendo i malati, in attesa di ricovero,   su delle  barelle in  stanzette tipo tendopoli , la cui confortevolezza  si può ben immaginare.  Perché questo? Perché nei reparti con ci sarebbero  posti letto  a sufficienza. Cosa inaccettabile  per un ospedale nuovissimo come il nostro.

Il taglio dei posti letto.
Quando ci siamo battuti per avere il nuovo ospedale  pensavamo che finalmente avremmo  avuto una struttura capace di soddisfare  appieno le esigenze degli astigiani ed era   francamente  inconcepibile che capitasse quello  che si sta verificando.

Le responsabilità della Giunta regionale
La nuova Giunta regionale,  per tramite dell’assessore  alla sanità,  non fa altro che tirare bordate  contro il nostro ospedale,  dicendo che ci sono troppi posti letto ( pensate un po’…), che la struttura è sovradimensionata, che bisogna tagliare  di qui, tagliare di là  e così via. In pratica la Regione Piemonte si sta   preparando a tagliare  ulteriormente i posti letto.  Ciò significa un  drastico ridimensionamento del servizio sanitario per gli astigiani,   vanificando  anni di lavoro e di speranze.

Bisogna reagire
Non possiamo accettare un ridimensionamento del nostro ospedale, non possiamo accettare  di aver  meno posti letto, meno medici , meno infermieri, meno servizi di quelli che abbiamo sempre avuto.

E inoltre , visto che abbiamo in taluni settori delle professionalità mediche di altissimo livello, non vogliamo più che gli astigiani siano costretti a farsi ricoverare altrove, come succedeva  spesso in passato. Asti ha diritto ad un ospedale di serie A. Ognuno dovrà fare la sua parte. Contro “ il taglio” programmato dalla Regione   molti sindaci della provincia  si stanno mobilitando, anche con una raccolta di firme.   Mi auguro che la stessa cosa voglia fare il sindaco di Asti e la sua giunta che finora sui problemi  dell’ospedale  sono stati assai  poco incisivi.