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Asti, 7 Febbraio 2006
Continuo a incontrare persone che si lamentano per come vanno le cose nel nuovo ospedale. Le segnalazioni non riguardano la qualità delle cure e la competenza di medici e infermieri, che anzi viene generalmente molto apprezzata, ma l’organizzazione del pronto soccorso e dei ricoveri.
Pronto soccorso
Come avevo già evidenziato nei mesi scorsi, il pronto soccorso continua ad essere una specie di parcheggio che si protrae in alcuni casi oltre ogni limite ragionevole, tenendo i malati, in attesa di ricovero, su delle barelle in stanzette tipo tendopoli , la cui confortevolezza si può ben immaginare. Perché questo? Perché nei reparti con ci sarebbero posti letto a sufficienza. Cosa inaccettabile per un ospedale nuovissimo come il nostro.
Il taglio dei posti letto.
Quando ci siamo battuti per avere il nuovo ospedale pensavamo che finalmente avremmo avuto una struttura capace di soddisfare appieno le esigenze degli astigiani ed era francamente inconcepibile che capitasse quello che si sta verificando.
Le responsabilità della Giunta regionale
La nuova Giunta regionale, per tramite dell’assessore alla sanità, non fa altro che tirare bordate contro il nostro ospedale, dicendo che ci sono troppi posti letto ( pensate un po’…), che la struttura è sovradimensionata, che bisogna tagliare di qui, tagliare di là e così via. In pratica la Regione Piemonte si sta preparando a tagliare ulteriormente i posti letto. Ciò significa un drastico ridimensionamento del servizio sanitario per gli astigiani, vanificando anni di lavoro e di speranze.
Bisogna reagire
Non possiamo accettare un ridimensionamento del nostro ospedale, non possiamo accettare di aver meno posti letto, meno medici , meno infermieri, meno servizi di quelli che abbiamo sempre avuto.
E inoltre , visto che abbiamo in taluni settori delle professionalità mediche di altissimo livello, non vogliamo più che gli astigiani siano costretti a farsi ricoverare altrove, come succedeva spesso in passato. Asti ha diritto ad un ospedale di serie A. Ognuno dovrà fare la sua parte. Contro “ il taglio” programmato dalla Regione molti sindaci della provincia si stanno mobilitando, anche con una raccolta di firme. Mi auguro che la stessa cosa voglia fare il sindaco di Asti e la sua giunta che finora sui problemi dell’ospedale sono stati assai poco incisivi.