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Comunicato stampa dell'On. Giorgio Galvagno

Carnevale alla casa di riposo “Monsignor Marello”

Asti, 21 Febbraio 2006

Sabato 18 febbraio  gli anziani ospiti alla casa di riposo “Monsignor Marello” di Asti hanno festeggiato il carnevale in compagnia dell’associazione “Asti… in – coscienza”.

La festa si è svolta  nell’ampio salone – addobbato per l’occasione con ghirlande e variopinti cappellini – della moderna ed accogliente Casa di Riposo diretta dal disponibile e simpatico padre Pietro Pontiggia.
Il pomeriggio (coordinato da Patrizia Trento e da Antonella Scali) è trascorso in allegria tra poesie, canzoni, musica, balli e dolci: bugie e torte fatte a mano da alcune socie di “Asti… In – Coscienza”.
L’incontro ha avuto inizio con i saluti dell’onorevole Giorgio Galvagno, che ha voluto personalmente conversare ed abbracciare gli ospiti  ed ascoltare da loro aneddoti e momenti di vita astigiana ormai passata.
Il maestro Edi Sobrero ha suonato senza interruzione musiche sempre verdi e brani a richiesta, coinvolgendo in balli e canti tutti i presenti. Paola Nebiolo ha cantato ed incantato con la sua bellissima voce e, interpretando canzoni del repertorio di musica napoletana, ha duettato con la simpatica Signora Anna (ospite della Casa di Riposo N.d.R.),. Patrizia Macchia ha emozionato i presenti recitando alcune poesie in piemontese e intrattenendo con umorismo.
Alle prime luci della sera la festa si è conclusa con la promessa di ripeterla quanto prima.
Le visite alle Case di Riposo astigiane fanno parte del ricco e variegato programma dell’Associazione Asti… In – Coscienza.
Riteniamo molto importante incontrare le persone meno giovani perché sono la nostra memoria storica, la vera esperienza di vita passata e presente, con uno sguardo sempre più consapevole del loro futuro” - dice Giannamaria Villata Presidente dell’Associazione - “Se, infatti, vogliamo rivalutare e rilanciare la  realtà artigiana, è bene che prima di ogni proposta vengano fatti studi, analisi e indagini: gli anziani sono un’ottima fonte di argomenti su cui  riflettere.
Mentre, durante la festa tentavo qualche passo di danza, una gentile signora mi ha raccontato della sua condizione di lavoratrice cinquanta anni fa. Ne ho fatto tesoro poiché il nostro prossimo impegno sarà proprio quello di festeggiare una delle più grandi conquiste delle donne  avvenuta sessanta anni fa…”.